“L’associazione aderisce e promuove i principi della Carta Etica dello Sport della Regione Emilia-Romagna (L.R. 8/2017).”
Nell’immaginario collettivo, il concetto di attività motorie e sportive è associato a principi etici universalmente riconosciuti. Questi principi sono radicati nella cultura collettiva e nella coscienza durante l’evoluzione storica dello sport.
Alcuni principi sono espressione dei valori olimpici tradizionali, altri fanno parte dei principi di convivenza tra persone. Inoltre, esprimono valori di civiltà strettamente connessi alle funzioni sociali ed educative dello sport. La carta etica sport è riconosciuta dalle organizzazioni internazionali. Essa resta una regola di comportamento osservata spontaneamente, non solo sanzionata dalle norme.
Se tali principi, oggi riconosciuti dalle organizzazioni internazionali alle quali l’Italia ha aderito, entrano nel corpo normativo dell’ordinamento sportivo, la loro caratteristica resta una base meta giuridica. Ed è proprio questa la loro forza. Se la società contemporanea assiste a comportamenti ed esperienze derivate etiche anche nello sport, frutto di un eccessivo individualismo e di un esasperato spirito di competizione alimentato da una crescente dimensione di interesse economico delle attività sportive, i principi etici e i valori dello sport possono affermarsi se vengono acquisiti nel patrimonio culturale e nella coscienza individuale e collettiva del mondo sportivo e dei suoi protagonisti. Sport ed etica devono rappresentare un binomio indissolubile. Per questo è fondamentale che il mondo sportivo metta al centro delle proprie attività iniziative di carattere educativo e formativo indirizzate ad atleti, allenatori, dirigenti, genitori e tutti coloro che sono coinvolti nelle attività sportive compreso il pubblico che assiste agli eventi.
- il rispetto dei praticanti e dei loro ritmi di sviluppo e tempi di maturazione fisica, emotiva, cognitiva
e relazionale, con particolare riferimento a coloro che soffrono di limitazioni; - il rispetto degli altri, dello spirito di squadra e del senso di solidarietà, nonché il rifiuto di ogni forma
di discriminazione nella’esercizio dell’attività motoria e sportiva; - la lealtà e l’onestà, il riconoscimento del valore delle regole ed il loro rispetto, così come delle
figure che ne sono garanti; - il rifiuto dell’utilizzo di mezzi illeciti o scorretti e di ogni forma di alterazione del risultato sportivo e
delle capacità di prestazione; - la sostenibilità come principio di riferimento dell’organizzazione degli eventi sportivi sul territorio
regionale.
Il tutto nel rispetto del principio cardine dell’autonomia dell’ordinamento sportivo.
La presente Carta Etica dello Sport è un codice di comportamento rivolto a tutti gli Enti e soggetti a vario
titolo interessati all’attività motoria e sportiva, ed in particolare agli atleti praticanti, sia a livello agonistico
che amatoriale, appartenenti a qualsiasi fascia di età, sia normodotati che diversamente abili, ai tecnici,
allenatori e dirigenti sportivi, alle famiglie, ai genitori ed accompagnatori in genere ed agli spettatori,
nonché alle Pubbliche Amministrazioni ed alle Istituzioni scolastiche e sportive. Viene tuttavia rivolta una
particolare attenzione al mondo giovanile, riconoscendo nello sport un fondamentale strumento educativo
e di formazione della persona sin dall’età scolare.
La Carta Etica dello Sport è costituita da 14 articoli.
La Regione Emilia-Romagna propone l’adesione alla Carta Etica dello Sport a tutti i soggetti interessati che,
a vario titolo, partecipano in Emilia-Romagna alla promozione e alla diffusione dell’educazione fisica,
dell’attività motoria e dello sport.
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CARTA ETICA DELLO SPORT
Art. 1
L’educazione fisica, l’attività motoria e lo sport in particolare quello giovanile, rappresentano una primaria
opportunità educativa. Chiunque esercita una funzione di responsabilità all’interno del mondo dello sport è
tenuto ad esercitare con competenza e professionalità il proprio ruolo, a riconoscere e promuovere la
crescita integrale della persona, e ad agire in conformità a valori Costituzionali e a rimuovere gli ostacoli
che possono inibire la pratica motoria e sportiva alle persone con disabilità.
La Regione Emilia-Romagna riconosce la pratica dell’educazione fisica, dell’attività motoria e dello sport
come opportunità fondamentale per la crescita armonica della persona, attraverso il gioco,
l’apprendimento di competenze, il confronto di tipo agonistico, per accrescere il benessere psicofisico,
favorire integrazione e relazione sociale e come parte integrante del processo di formazione e crescita di
ogni individuo.
La Regione dell’Emilia-Romagna riconosce inoltre la pratica dell’educazione fisica, dell’attività motoria e
dello sport come strumento di tutela della salute e di promozione della sensibilità ambientale, stimolo alla
crescita di relazioni e in grado di contribuire anche a favorire la promozione turistica, con conseguenti
ricadute economiche a vantaggio del territorio.
Art. 2
Ogni persona in Emilia-Romagna ha il diritto di praticare l’educazione fisica, l’attività fisica e lo sport
secondo le proprie attitudini, aspirazioni e capacità, senza distinzione di età, sesso, nazionalità, lingua,
religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali e competenze motorie, cognitive e relazionali. Ad
ognuno deve essere consentito di attivarsi per raggiungere il massimo obiettivo che intende conseguire
nella disciplina sportiva prescelta.
Art. 3
L’educazione fisica, l’attività motoria e lo sport sono portatori di valori morali, culturali, educativi, nonché
imprescindibili fattori di inclusione sociale ed integrazione, nel totale rifiuto di ogni forma di
discriminazione. L’educazione fisica, l’attività motoria e lo sport costituiscono irrinunciabili elementi per
favorire una crescita equilibrata della persona e contribuendo alla conservazione e al miglioramento della
salute, offrendo un prezioso sostegno all’invecchiamento attivo, prevenendo l’insorgenza di patologie
legate all’ipocinesia, contribuiscono in modo determinante ad accrescere la qualità della vita.
Art. 4
L’atleta o il praticante, nel perseguimento degli obiettivi prefissati, si impegna ad agire senza ledere
l’integrità fisica e morale di sé stesso, degli avversari o dei compagni di squadra, secondo i principi di lealtà,
onestà, fair play, spirito di squadra, solidarietà e amicizia, mutua comprensione; si impegna altresì al
rispetto assoluto degli altri atleti, degli arbitri e dei giudici di gara, oltre che dell’ambiente e delle strutture
utilizzate.
Art. 5
Per l’atleta o il praticante, la salute e il benessere psicofisico sono l’obiettivo irrinunciabile da conseguire
attraverso l’educazione fisica, l’attività motoria e lo sport; perciò si impegna ad evitare nella maniera più
assoluta comportamenti ed esasperazioni che arrechino danni alla propria salute. Ogni forma di doping è
una violazione dei principi che sono alla base dell’attività sportiva, pertanto l’atleta o il praticante si
impegna a non assumere sostanze in grado di modificare artificiosamente le sue prestazioni sportive, ad
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adottare uno stile di vita salutare, a commisurare l’attività sportiva adeguandola alle sue capacità fisiche, in
base alla rispettiva fascia di età.
Art. 6
L’educazione fisica, l’attività motoria e lo sport, in quanto elementi fondanti del processo educativo,
devono promuovere la cultura del rispetto e della responsabilità, insegnare a perdere con dignità e a
vincere senza arroganza, a riconoscere il valore delle regole condivise, a competere lealmente, ad accettare
i propri limiti, a sfidare le proprie debolezze.
Art. 7
L’atleta o il praticante si impegna ad adeguare in ogni occasione il suo comportamento ai principi dello
sport e della presente Carta etica, evitando soprattutto di esasperare le situazioni che si possono creare
durante le gare e che possono coinvolgere, anche involontariamente e negativamente, i comportamenti dei
genitori, degli accompagnatori e degli altri spettatori presenti all’evento sportivo. L’educazione fisica,
l’attività motoria e lo sport, oltre che sfida e competizione leale, devono rimanere prioritariamente fonte di
divertimento, perseguendo il benessere psico-fisico. A tal fine essi devono configurarsi come spazi di
condivisione e di incontro, favorendo i valori dell’amicizia, dell’inclusione, della solidarietà e della pace.
Art. 8
Le società sportive si impegnano:
ad avvalersi di istruttori, di allenatori, di dirigenti e di personale adeguatamente formato dal punto
di vista educativo e tecnico e che manifesti il valore formativo della propria funzione nella’esercizio
di ogni ruolo;
ad incoraggiare lo sviluppo e la partecipazione a corsi di formazione proposti da apposite istituzioni,
che generino l’approdo a diplomi o qualifiche inerenti a tutti gli aspetti della promozione
dell’educazione fisica, dell’attività fisica e dello sport;
soprattutto a livello giovanile, a non imporre l’attività sportiva con carattere di esclusività rispetto
ai normali organizzazione e ritmi di vita dei praticanti;
a curare il benessere fisico ed emotivo dell’atleta, rispettandone i tempi e i ritmi di apprendimento
ed evitando le specializzazioni precoci;
a favorire l’inserimento di persone e atleti disabili programmando le attività nel rispetto delle
diverse esigenze;
a contrastare qualsiasi forma di razzismo, discriminazione di genere, omofobia;
ad insegnare e ad esercitare il rispetto delle regole di gioco e dell’avversario, ad evitare
l’esasperazione agonistica, verificando costantemente l’assimilazione da parte dell’atleta dei
principi etici e morali dello sport;
ad assicurare la dovuta accoglienza alle società ospiti, in occasione di incontri ed eventi sportivi;
a concorrere allo sviluppo sostenibile della comunità, anche attraverso la diffusione della cultura
del rispetto e della salvaguardia dell’ambiente, la riduzione dell’impatto ambientale in tutti gli
eventi sportivi, la promozione di una cultura di pace e di uguaglianza;
a diffondere e pubblicizzare la Carta etica anche attraverso incontri di approfondimento con i
genitori e gli accompagnatori degli atleti promuovendone la sottoscrizione.
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Art. 9
I genitori e gli accompagnatori si impegnano a mantenere in ogni momento delle attività e delle
manifestazioni sportive un comportamento improntato al massimo rispetto degli atleti, riconoscendone le
capacità anche se sono avversari, e dei giudici di gara, nonché degli altri spettatori, evitando di esasperare
le situazioni agonistiche e di trasmettere esempi negativi ai propri figli impegnati nella’evento sportivo.
Art. 10
Le amministrazioni pubbliche si impegnano:
a recepire i contenuti della Carta etica dello sport emiliano-romagnolo, a rispettarli e a divulgarli;
a intraprendere azioni per sviluppare e implementare la legislazione e le normative in materia
sportiva, a definire piani regionali di sviluppo dello sport con obiettivi appropriati e chiari e ad
adottare ulteriori misure per favorire l’educazione fisica, l’attività motoria e lo sport, compresa la
messa a disposizione di assistenza materiale, finanziaria e tecnica;
ad assicurare ai propri cittadini la possibilità di praticare attività motoria e sportiva, agonistica o di
base, rimuovendo gli ostacoli che possano impedire la pratica ai cittadini disabili;
a evidenziare che le risorse e la responsabilità per l’educazione fisica, l’attività motoria e lo sport
devono essere assegnate senza discriminazioni di genere, età, disabilità;
a valorizzare le società sportive e il mondo del volontariato che ad esso afferisce, predisponendo,
ove necessario, elementi di sviluppo e coordinamento dell’educazione fisica, dell’attività motoria e
dello sport e riconoscendo in modo concreto l’importante contributo apportato da questi soggetti
all’ambito sportivo;
a realizzare spazi urbani da utilizzare quali percorsi di attività fisica e motoria per la cittadinanza,
prestando particolare attenzione all’accessibilità agli impianti sportivi da parte dei più piccoli, degli
anziani e delle persone con disabilità nonché, alla salubrità degli ambienti e degli impianti stessi;
ad evitare ogni effetto negativo sull’ambiente che possa derivare dalle attività sportive, sia indoor
che all’aperto, e dalla realizzazione ed organizzazione di eventi sportivi;
a rilanciare le città e gli spazi naturali come luoghi privilegiati per l’implementazione della pratica
motoria, incentivando lo sport come un canale privilegiato attraverso cui comunicare l’obiettivo del
perseguimento della sostenibilità;
a collaborare con tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo, operano nel settore dello sport, avvalendosi
di tutte le risorse e competenze disponibili per il raggiungimento delle finalità indicate nella
presente Carta etica e degli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’Agenda 2030;
a rendere visibile la Carta Etica a tutti i frequentatori degli impianti sportivi di proprietà, previa sua
affissione in posizione idonea e facilmente accessibile e identificabile.
Art. 11
Il Comitato regionale del CONI, il Comitato regionale del CIP, i Comitati regionali e territoriali delle
Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate e degli Enti di Promozione Sportiva e le
società sportive, nella’ambito dell’autonomia del proprio ordinamento, condividono, divulgano e
promuovono i principi ed i valori della presente Carta etica tra i propri affiliati e tesserati, soprattutto
mediante il loro recepimento nei programmi dei percorsi formativi destinati a tecnici, dirigenti, giudici di
gara ed operatori del settore.
Art. 12
L’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, le Università e gli istituti scolastici di ogni ordine e
grado, sia pubblici che privati, nella’ambito dell’autonomia del proprio ordinamento, possono recepire i
contenuti della Carta etica e promuovere e sviluppare tra i giovani la consapevolezza dei benefici derivanti
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dallo svolgimento di una regolare pratica motoria e sportiva, intesa come mezzo di mantenimento di una
buona salute fisica e psichica, crescita dell’autostima, inclusione sociale, adozione di sani stili di vita e di
corretta formazione personale, nonché incentivare l’attività sportiva degli studenti, promuovendo iniziative
e percorsi tesi a favorirne l’integrazione con il curriculum degli studi e ponendo le fondamenta per il
mantenimento della partecipazione all’attività fisica e allo sport lungo tutto l’arco di vita.
Art. 13
La Regione Emilia-Romagna si impegna a:
diffondere la conoscenza della Carta etica attraverso i più idonei strumenti di comunicazione e, in
particolare, promuovendone la divulgazione sul proprio sito istituzionale e sui social media;
creare condizioni di premialità, all’atto della pubblicizzazione di bandi per la concessione di
contributi o di altre sovvenzioni nella’ambito delle attività di programmazione di cui all’art. 5 della
L.R. 8/2017, per i beneficiari che hanno sottoscritto la Carta Etica e che ne promuovono i valori con
adeguate iniziative;
coinvolgere la propria società in house APT Servizi s.r.l. e le Destinazioni Turistiche di cui alla L.R.
4/2016 nella’opera di divulgazione della Carta Etica ogni qual volta un evento sportivo abbia
rilevanza turistica.
Art. 14
Le modalità di adesione alla Carta Etica dello Sport sono disposte con apposito atto del Responsabile del
Settore Sport della Regione Emilia-Romagna.
